Spicy Salad

Chi siamo

L’aglio di Vessalico prende il nome da una fiera – la cossiddetta “Fera” (fiera) di Vessalico – che si tiene in fondo alla valle dell’omonimo comune di Vessalico; si tratta di una fiera tradizionale, molto antica: secondo il Liber Decretorum di Vessalico, infatti, essa risalirebbe addirittura al 1760. Questa particolare varietà di aglio non viene coltivata solo a Vessalico, ma anche negli altri dieci comuni che fanno parte dell’Alta Valle Arroscia. Nell’aspetto questo tipo di aglio non si differenzia molto dagli altri: il suo bulbo, infatti, risulta naturalmente compatto ed è composto da una decina circa di spicchi la cui buccia esterna è di un bianco tendente al grigio, al rosato e al viola (soprattutto quando è fresco); gli spicchi invece (il cui nome scientifico è “bulbilli”) sono di un bianco leggermente tendente al giallo. A differenza di altre varietà di aglio, quello di Vessalico non presenta le classiche infiorescenze. L’aglio di Vessalico è una specie pregiata per via dell’aroma, deciso e più intenso dell’aglio comune, e del sapore delicato, tollerato anche da chi generalmente ha difficoltà a digerire l’aglio. Si conserva a lungo senza bisogno di accorgimenti particolari, e, pur conservando il proprio retrogusto corposo, non altera il sapore dei cibi cui viene aggiunto. È ottimo anche da consumare crudo, per condire verdure o insalate. Le proprietà aromatiche e benefiche dell’aglio di Vessalico gli sono conferite dall’ambiente in cui nasce e mature, quello cioè dell’Alta Valle Arroscia. Qui le coltivazioni di aglio possono godere di un clima temperato, privo di grossi sbalzi di temperature: la Valle Arroscia, infatti, si trova proprio ai piedi delle Alpi, non molto lontano dalle coste della Liguria, del cui clima mite risente molto; per questi motivi l’aglio qui coltivato non patisce né il freddo eccessivo in inverno né il caldo afoso in estate. Pur essendo l’unica specie coltivata, l’aglio di Vessalico non è l’unica varietà che cresce nella Valle: ve ne sono infatti altre trentanove che crescono spontaneamente tra Alpi, Appennini e costa ligure.